3 gentili utenti hanno commentato

in esclusiva per voi i novissimi ritrovati americani della rigattiera nera:
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Mario Pe(l)lacani ha detto il 23 settembre 2009 alle 09:04

Quindi, Esimia Rigattiera, Lei sta sostenendo che la qualita’ dei conigli “Padre Antonio” sia tale da rendere inutile l’iniziale pulizia con un po’ di aceto (per togliere il “selvatico”, come dice mia nonna)?

Chissa’ se nel raro “Cui pee suta al taul” ci sono le stesse ricette di “A tola co i nostri veci” solo tradotte?

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rigattiera nera ha detto il 23 settembre 2009 alle 11:41

Carissimo Signor Mario,
abbiamo consultato lo spirito di nostra nonna buonanima. Ella sostiene che il coniglio si debba acidulare solo in costanza di “spusa de freschin” e naturalmente questo non può essere il caso dei conigli “Padre Antonio”.
Per quanto riguarda il volume da lei citato, sarebbe necessaria una verifica. Non escludiamo l’esistenza di una trascrizione lumbarda.

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Mario Pe(l)lacani ha detto il 6 ottobre 2009 alle 13:18

Esimia Rigattiera,
nella vana speranza di sorprenderLa, Le segnalo la presenza nelle librerie di un faldone deidicato alla cucina italiana ai tempi dell’autarchia, in cui numerosi sono i riferimenti alla nostra beneamata Petronilla.

Sempre cordialmente
Mario Pe(l)lacani

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artemisia ha detto il 6 ottobre 2009 alle 13:27

Egr. sig. Pe(l)lacani, in qualità di sensale e magazziniera della rigattiera nera la prego di segnalarmi gli estremi del volume da lei indicato.
Per quanto esso possa non costituire materiale qui pubblicabile (come lei sa, infatti, si accettano solo reperti d’antan originali e in proprietà dei rispettivi contributori), sono sicura che la materia sarà di vivo interesse per me e per la rigattiera nera.
Grazie infinite in anticipo!

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Mario Pe(l)lacani ha detto il 7 ottobre 2009 alle 08:47

Sara’ mia premura farlo

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Mario Pe(l)lacani ha detto il 21 ottobre 2009 alle 10:02

Ella mi vorra’ spero perdonare per l’imperdonabile lentezza nel fornirLe l’informazione desiata, ma ahime’ pare che tale pubblicazione esista solo nella mia mente e nella libreria dove la vidi, non essendovene traccia altrove.
Non appena trovero’ un bianco destriero per cola’ recarmi vedro’ di colmare questa terribile lacuna.

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rigattiera nera ha detto il 23 ottobre 2009 alle 16:27

Noi confidiamo in Lei, signor Mario.
Con immutata stima,
la rigattiera nera

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Mario Pe(l)lacani ha detto il 24 ottobre 2009 alle 16:46

Rigattiera esimia,
finalmente sfruttando la bella abitudine dei di’ di liberta’ dalle attivita’ retribuite, potei tornare nell’antro dei misteri librari e raccogliere le informazioni desiate.
Il papello in questione appartiene all’estro scrittorio di tal Sandro Bellei, che l’ha nomato “La cucina autarchica” e l’ha realizzato grazie a un principe illuminato ed editore che risponde al nome buffo di CDL.
Illuminante il sottotitolo: “Chi mangia troppo deruba la patria”.
Mistero sulle edizioni: sono due, la prima costa 39 talleri, la seconda, con copertina rigida e 24 pagine in piu’, 29 talleri.

Sempre a Sua disposizione
Mario Pe(l)lacani

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rigattiera nera ha detto il 28 ottobre 2009 alle 19:31

Grazie per il prezioso contributo, signor Mario: la nostra sensale, signora Artemisia, sarà lieta di andar per librerie alla ricerca del volume.
Le dedicheremo senz’altro l’assaggio del nostro primo piatto di “fagiolini senza fagiolini”!

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Mario Pe(l)lacani ha detto il 29 ottobre 2009 alle 09:02

Ne saro’ da subito ghiottissimo.
Intanto io sto provando il “brodo di guerra”.

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