Dette le divozioni, la Giannina si alza sùbito. La non si sta a crogiolarsi in lètto al calduccino. Ma la fa lèsta e salta giù; ché non è pigra né lènta.
La Giannina si vèste e poi si lava. Ella non ha paura dell’acqua. Si lava con acqua fredda, ché sa che sta bène e fa mèglio. Si lava bèn bène le mani, la faccia, il còllo e le orécchie. Ella perciò non ha la cispa agli òcchi, non ha il cerume negli orecchi, non ha la ròccia sulle mani o sul collo, né ha altro sudiciume in nessuna parte.
Dopo lavata, la si mette sulle spalle l’accappatojo, si pèttina o piuttosto si fa pettinare. La non istrilla o impazientisce, se, nello scatricchiarle i capelli, gliene è tirato qualcuno. Sta ferma colla sua testina. In fine dice grazie a chi l’ha pettinata.
La buòna Giannina è sèmpre così assettatina che è un piacere vederla. I suòi capelli sono bèn ravviati, la sua vestina pulita: in tutta la sua personcina ella è linda.
Chi la vede e non la conosce, dice: “Che bèlla bambina!”. Eppure, la non è po’ poi molto bèlla; ce n’ha delle più bèlle di lèi, ma non fanno così figura, perché o le sono sudice o sciatte, ossa trasandate nel vestito e negli atti.
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Bimbe sane e pulite con i consigli de La buòna Giannina - educata ed istruita, l’ottimo Libro di lettura e di lingua coll’accentatura toscàna per le scuòle femminili dello st.mo Prof. Pasquale Fornari.