la rigattiera nera

raccolgo tutto. dal 1974.

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18

nov

Piccoli spuntini energetici

scritto dalla rigattiera nera  pubblicato in 1974, Marie-Josèphe Beccaria, in cucina, piccoli eroi

spuntinoDi ritorno da scuola, Benedetta ha rinunciato al classico pane e cioccolata per una merenda più adatta alla stagione: latte caldo e frutta secca le danno la carica per svolgere i compiti della sera.
Due volte alla settimana, prima delle due ore di ginnastica, ella fa un piccolo spuntino secondo l’usanza inglese: uova alla coque, succo d’arancia, cereali al latte, tartine con burro e miele. Ciò le fornisce energia e le  consente di rimpinzarsi di meno a mezzogiorno.

* * *

Signora! Per affrontare il rigore della stagione fredda con tanta salute e giovenil vigore, la Sua bambina non ha che da essere allevata secondo i dettami  della Chiar.ma Dottoressa Marie-Josèphe Beccaria, autrice de Il Grande libro delle piccole donne.
W l’inverno che imbianca le cime della nostra Bella Italia!

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etichette: cucina, infanzia, scuola

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15

set

I Raccontini della Giannina: due disgrazie in vapore.

scritto dalla rigattiera nera  pubblicato in 1887, Pasquale Fornari, pagine rosee, piccoli eroi, sussidiario

Una fanciulla viaggiava per vapore colla sua mamma. A una stazione lo sportèllo si apre per lasciar discendere chi doveva. La fanciulla stava seduta pròprio nell’àngolo, prèsso là dove è ingangherata l’impòsta dello sportèllo. Ella badava a guardar fuòri, e la madre pure. A un tratto l’impòsta si chiude e col tonfo d’essa òdonsi, quasi a un punto, duo strida acutìssime, e si vede nello stesso tèmpo la ragazza tombolare in tèrra. Sùbito lo sportèllo fu riapèrto… Oh Dio! che orribile vista! Tre dita della fanciulla èrano là schiacciate fra il battènte dell’impòsta! Il sàngue èra schizzato fino in viso alla mamma che sedeva di faccia alla pòvera fanciulla…

A un’altra madre capitò pèggio. Era una di quelle madri che si guardano dal corrèggere come va i figliuòli per non dar loro disgusto; e perciò questi créscon disubbidiènti, caparbi e insolènti.
Ahj! imparò a caro prèzzo e tròppo tardi la poverina che chi rispàrmia i castighi, òdia il suo figliuòlo, come dice la Scrittura. Ella èra in viaggio con un suo figliuòlo sui dièci anni e avèvagli detto più d’una vòlta di non affacciarsi allo sportèllo, ma fiaccamente, sì che le fùron paròle. Il fanciullo èra sèmpre là, quando spalancarsi all’improvviso I’imposta (che per dimenticanza non èra stata chiusa col saliscendi), precipitarsi fuòri il fanciullo e scomparire fu un punto. La madre manda un grido, s’alza per corrergli diètro; ma è trattenuta in buòn punto per le vèsti. Discende alla più vicina stazione, e pòco pòi le è portato innanzi - un cadaverino sformato!
La non si asciugò più le lagrime la infelice; si pentì mille vòlte di èssere stata tròppo indulgènte; ma tròppo tardi, tròppo tardi!

* * *

Mamme, bimbe, vi sìan di perpetuo mònito i Raccontini de La buòna Giannina -  educata ed istruita, l’ottimo Libro di lettura e di lingua coll’accentatura toscàna per le scuòle femminili dello st.mo Prof. Pasquale Fornari.

Novità! Si prema qui per visionare l’articolo in versione originale.

etichette: Giannina, morti, raccontini, storielle edificanti, treno

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26

feb

Parole stranière colle corrispondènti schiette italiane.*

scritto dalla rigattiera nera  pubblicato in 1887, 1985, Pasquale Fornari, pagine rosee, piccoli eroi, sussidiario, vestirsi bene

Tra le dònne cèrte còse chiàmansi con paròle non paesane, le quali non istanno bène in bocca di fanciulla educata ed istruita.
Eccone una filza con la corrispondènte schietta a fianco:

Bròsce, fermaglio.
Coaffur, acconciatura, pettinatura.
Pegnoàr, accappatojo.
Toalètta, pettinièra, spècchio,  abbigliamento.
Budoàr, salottino, abbigliatojo.
Scignòn, mazzòcchio.
Brelòc, medaglioncìno.
Coliè, vezzo.
Parur, finimento.
Attasc‘, legature.
Croscè, uncinetto.
Frivolitè, chiacchierino.
Dantèlle, merletti, trina.
Bòrdo, orlo.
Carrè, sprone.
Négligé, abito di mattino, abito da càmera, gonnellino da casa.
Plissé, piegolinato, pieghettato.
Paniè, gonnellino.
Canavaccio, filondènte.
Ghipùr, trina alla veneziana.
Voltèr, capezzièra.
Brochèn, stivaletti.
Giarrettiéra, laccetto elàstico.
Gilè, panciotto, sottovèsta.
Scifonà, allucignolato, aggrinzato, piegazzato, sgualcito.
Fisciù, collarina a punta, pezzuòla, da còllo.
Nesessèr, astuccio, custòdia, cassettina.
Blò, turchino.
Abagiùr, cappelletto, vèntola.
Buché, mazzetto, mazzolino.
Commilfò, perbène, ammòdo.
Sanfasson, alla buòna, senza complimenti, alla sémplice.
Blusa, camiciotto.

* * *

Bimbe dabbène e poliglotte con il vocabolarietto della moda de La buòna Giannina -  educata ed istruita, l’ottimo Libro di lettura e di lingua coll’accentatura toscàna per le scuòle femminili dello st.mo Prof. Pasquale Fornari.

* La paròla straniera si scrive come si pronùnzia, per riguardo alle pìccole leggitrici.

etichette: Giannina, vestiario, vocabolarietto

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16

feb

Corso di Corsa

scritto dalla rigattiera nera  pubblicato in 1939, Mario Candiago, piccoli eroi

* * *

Sorsi di corsivi e corsette ad uso dei corsi Allievi Ufficiali di Complemento col concorso dei principali corsari del Battaglione Allievi: evviva il Corso di Corsa dell’Ill.mo Cav. Uff. Mario Candiago, per voi Aff.mi Clienti ora in esclusiva mondiale!

Se tra Voi gentili lettori vi fosse qualcuno debole di vista, si consiglia di premere sull’immaginetta per ingrandirla e agevolarne la lettura.

etichette: atleti, battaglione, corsari

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7

gen

I Raccontini della Giannina:
non méttere gli spilli in bocca.

scritto dalla rigattiera nera  pubblicato in 1887, Pasquale Fornari, pagine rosee, piccoli eroi, saper vivere, sussidiario

La Gilda èra un’amica della Giannina, ma aveva qualche annetto in più.  Era bravina assai a vestire le bàmbole. Le vestiva pròprio di mòda, come fosse una sarta finita. Perciò la Giannina e altre ragazze si facevano ajutare da lèi ad agghindare le bambole loro. La Gilda volentièri vi si prestava: èra tanto gentile; e non è a dire se la aveva lavoro.
Peccato che la si avesse un cattivo vezzo: spilli e aghi se li metteva sempre fra le labbra. Or sentite orribile còsa che le avvenne.
Un dì la stava lavorando attènta attènta. Come al sòlito, teneva in bocca due aghi e uno spillo. Uno zio di lèi aveva un bèl cagnone che soleva sèmpre giocare con la ragazza. In quel dì e in quell’ora il cane entra improvviso in casa, e difilato va là dov’è la Gilda. Questa non se n’accorge; e il cane le salta al còllo. Ella si spavènta, manda un grido…
Ahj! i due aghi le scìvolano giù per la gola!
Accorre la madre, accorre il padre, accorre il mèdico. Si tènta questo, si tènta quello: è tutto invano. Alcuni giorni dopo, tra i più atroci spasimi la pòvera Gilda dovètte pròprio morire.
La Giannina ne accompagnò il fèretro al cimitèro, piangèndo; ma si ricordò sèmpre il tristo esémpio.

* * *

Mamme, bimbe, vi sìan di perpetuo monito i Raccontini de La buòna Giannina -  educata ed istruita, l’ottimo Libro di lettura e di lingua coll’accentatura toscàna per le scuòle femminili dello st.mo Prof. Pasquale Fornari.

etichette: Giannina, morti, raccontini, storielle edificanti

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4

dic

La Giannina non ha paura dell’acqua:
in tutta la sua personcina ella è linda

scritto dalla rigattiera nera  pubblicato in 1887, Pasquale Fornari, igiene personale, pagine rosee, piccoli eroi, sussidiario

Dette le divozioni, la Giannina si alza sùbito. La non si sta a crogiolarsi in lètto al calduccino. Ma la fa lèsta e salta giù; ché non è pigra né lènta.
La Giannina si vèste e poi si lava. Ella non ha paura dell’acqua. Si lava con acqua fredda, ché sa che sta bène e fa mèglio. Si lava bèn bène le mani, la faccia, il còllo e le orécchie. Ella perciò non ha la cispa agli òcchi, non ha il cerume negli orecchi, non ha la ròccia sulle mani o sul collo, né ha altro sudiciume in nessuna parte.
Dopo lavata, la si mette sulle spalle l’accappatojo, si pèttina o piuttosto si fa pettinare. La non istrilla o impazientisce, se, nello scatricchiarle i capelli, gliene è tirato qualcuno. Sta ferma colla sua testina. In fine dice grazie a chi l’ha pettinata.
La buòna Giannina è sèmpre così assettatina che è un piacere vederla. I suòi capelli sono bèn ravviati, la sua vestina pulita: in tutta la sua personcina ella è linda.
Chi la vede e non la conosce, dice: “Che bèlla bambina!”. Eppure, la non è po’ poi molto bèlla; ce n’ha delle più bèlle di lèi, ma non fanno così figura, perché o le sono sudice o sciatte, ossa trasandate nel vestito e negli atti.

* * *

Bimbe sane e pulite con i consigli de La buòna Giannina -  educata ed istruita, l’ottimo Libro di lettura e di lingua coll’accentatura toscàna per le scuòle femminili dello st.mo Prof. Pasquale Fornari.

etichette: Giannina, igiene

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26

nov

La Giannina dice le divozioni, ossia la preghièra

scritto dalla rigattiera nera  pubblicato in 1887, Pasquale Fornari, pagine rosee, piccoli eroi, sussidiario

O mio buon Padre che sèi nel Cièlo
Che doni al cane tèpido pelo,
Che vèsti mórbide piume agli uccèlli,
Provvedi d’armi gl’insétti imbèlli
Dell’ali d’oro la farfalletta,
La lenta chiocciola della casetta:
Tu che sì bèlle di gaj colori
Vèsti olezzanti facesti ai fiori,
Che ugual rugiada sul fiorellino
Spruzzi del prato che del giardino:
Me nuda e débole, è ver, facesti,
Ma babbo e mamma m’ebbi da Te:
Mi desti il babbo che pane e vesti
Colla fatica provvede a me;
E mi donasti la mamma mia
Che mi difènde, mi véglia ognor.
Ora tu dònami un’alma pia
Grata alla mamma e al genitor.

* * *

La Giannina è molto mattinièra. Si inginòcchia sul lettino e dice le divozioni.
Vi sia d’esempio la Giannina, o fanciulline, e ricordate che Dio è buòno, molto buòno.
EGLI ascolta la preghièra delle bambine.
EGLI ama e benedice queste sàvie letture tratte da La buòna Giannina -  educata ed istruita, l’ottimo Libro di lettura e di lingua coll’accentatura toscàna per le scuòle femminili dello st.mo Prof. Pasquale Fornari.

etichette: Giannina

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24

nov

Chi è la Giannina?

scritto dalla rigattiera nera  pubblicato in 1887, Pasquale Fornari, pagine rosee, piccoli eroi, sussidiario

La Giannina è una bambinetta tra i sètte e gli òtto anni, come voi, o fanciulline. Ella è carina tanto tanto.
Perciò tutti le vògliono un gran bène e la chiàmano la buòna Giannina. Ma la è buòna davvero, e a sètt’anni è già un sennino. La sua òttima mamma le va insegnando sèmpre le còse ammòdo; e la fanciulla le impara, le tiène a mente e pòi le fa sèmpre. Cèrto cèrto, dicono tutti la Giannina si farà una brava donnetta.
Se voi, o bambine, cercherete di imitarla, anche voi diventerete come lèi: sarete la giòja di mamma e babbo, e tutti vi vorranno bène e crescerete buòne e sàvie.
Ora sentite quello che faceva la buòna Giannina. Se anche voi fate lo stesso, continuate da brave. Se non fate o fate divèrso, cercate di assomigliare alla Giannina.
Leggete, e allegre, buòne bimbette.

* * *

Inizia qui la sèrie di sàvie letture tratte da La buòna Giannina -  educata ed istruita, l’ottimo Libro di lettura e di lingua coll’accentatura toscàna per le scuòle femminili dello st.mo Prof. Pasquale Fornari.
La Giannina vi sia di fulgido esèmpio, o fanciulline, per la vostra condòtta e la vostra vita.

etichette: Giannina

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14

nov

Dell’inurbanità infantile

scritto dalla rigattiera nera  pubblicato in 1878, Marchesa Colombi, pagine rosee, piccoli eroi, saper vivere

È il giorno di ricevimento. La signora ha molte visite.
Ad un tratto risuonano alte grida; non ci si intende più a discorrere. È Mimì che si desta; e significa alla famiglia su cui regna, ch’egli è stanco della posizione orizzontale. La mamma sorride di beatitudine; se occorre, lascia un momento la compagnia e corre ad esprimere con un bacio la sua ammirazione per quelle gesta del piccolo despota. Nessuno pensa a biasimarlo; figurarsi! - Sono così carine e commoventi quelle note scordate d’una vocina di bimbo.

Mimì fa il suo ingresso in sala nelle braccia della nutrice. Qualche cosa di grave lo preoccupa; s’è sognato male; è ancora di cattivo umore. Egli non si degna di salutare la compagnia; all’invito della mamma di compiere colla sua manina quell’atto di civiltà, alza le spalline rosee, e nasconde il volto in seno alla balia, presentando la sua personcina… dal rovescio. È ancora nei suoi diritti. E poi Mimì è così bellino da tutte le parti.

Avete un amico di famiglia a pranzo; la mamma ha sorvegliato gli apparecchi con affetto. Mimì troneggia vestito di bianco sul seggiolotto.
Egli osserva che il babbo e la mamma fanno ogni maniera di cortesie a quel vecchio signore, che essi sono felici di ospitare. Pensa che egli pure deve, come rappresentante della famiglia, dimostrare la sua deferenza all’ospite intimo e caro. E togliendosi dai labbruzzi il proprio cucchiaino non completamente vuoto, lo porge rovesciato al vecchio commensale. Tutti sorridono. Mimì sente d’aver compreso bene il suo dovere, e per incoraggiare l’invitato ad accettare la sua offerta gli carezza il volto colla manina unta… Com’è gentile Mimì!
Eppure Melchiorre Gioia dice che è atto inurbanissimo il palpare il volto ad un proprio eguale o peggio se maggiore d’età; e su questo argomento non transige neppure cogli Dei, e scaglia acerbi rimproveri ad Omero, per la sconvenienza d’averci rappresentata Teti, in atto di palpare il volto a Giove. Ma il bimbo è più padrone nel mondo che gli Dei nell’Olimpo.

* * *

Apprenderete le leggi di cortesia e il giusto contegno per ogni occasione con il prezioso volumetto La Gente per Bene della nostra Pregiatissima Marchesa Colombi.

etichette: infanzia, mala educazione, Mimì, repellente

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