la rigattiera nera

raccolgo tutto. dal 1974.

  • inizio
  • chi siamo
  • le canzoni

24

apr

Agnello arrosto

scritto dalla rigattiera nera  pubblicato in 1941, economia domestica, in cucina, ore liete, Petronilla

piatti di carneE’ qui la Pasqua con le sue viole, le sue primule, ed i suoi rami di pesco fioriti; ma anche con i suoi belati imploranti dei tanti e tanti agnelli che saranno macellati, e non solo per sfamare la vorace umanità, ma anche per assecondare le secolari usanze che esigono non manchi, al gran pranzo pasquale, l’agnello arrostito.
Se anche voi aveste già progettato di preparare per la bella festa di primavera l’arrosto tradizionale; e se, anziché presentarlo con la salsa di menta (come ci insegnò l’amica mia siciliana), voleste presentarlo in una veste nuova e assai profumata…

Comperate agnello (o capretto); e comperatene possibilmente tutta la metà anteriore o, se pochi fossero i commensali, la sola metà di essa.
Rompetene, con il coltello, qua e là le costole e lardellatene la polpa; cioè bucatela in parecchi punti con un coltello appuntito; allargate ogni buco introducendovi il dito; e spingete le profondo di ogni buco o un pezzetto di prosciutto crudo e grasso, od un chiodo di garofano ed un pezzettino assai piccolino di aglio.
Mettete la carne in una casseruola possibilmente di rame; aggiungete un cucchiaio non colmo di burro, due di olio d’oliva, un mestolo di brodo (o di acqua) e sale abbondante; ponete la casseruola scoperchiata a fuoco piuttosto alto; e rivoltatevi di tratto in tratto l’arrosto.
Quando lo vedrete lievemente dorato, sollevatelo con il forchettone; stendete sul fondo della casseruola un pizzico di prezzemolo, tre steli di sedano, due carote trite, una cipolla affettata fine, tre foglie di salvia, due di alloro, un ramoscello di basilico, ed uno di timo; riponete sopra le verdure la carne; distribuitevi sopra un pizzico di pepe, uno di cannella, ed uno di noce moscata; aggiungete un mestolo di brodo (o d’acqua) e…
Nella vostra cucina, troneggia un focolare con il suo focherello e le sue brage? Stendete allora sulla casseruola un foglio di carta; incoperchiatela; e ponetela su brage e con brage sul coperchio.
Non possedete fuoco e brage? Ponete allora la casseruola o scoperchiata in forno caldo, o non completamente incoperchiata su fuoco non tanto alto e, in questo caso, rivoltatevi assai spesso l’arrosto.
Toglietelo quando lo vedrete ben cotto; ponetelo sul piatto di portata che terrete al caldo sopra una pignattella d’acqua bollente; aggiungete un altro ramaiolo di brodo (o di acqua) alle verdure rimaste nella casseruola; fate bollire per 5 minuti; setacciate; versate il setacciato sopra la carne che attende sul piatto; e potrete allora presentare in tavola un arrosto che avrà il doppio pregio d’un sapore ultra prelibato e di un profumo sommamente aromatico; di un profumo che – spandendosi per il tinello – porterà anche a voi, amichette mie, ai vostri maritini, ed ai vostri figlioli adorati, l’augurio di una Pasqua lieta e tranquilla da parte dell’amica Petronilla.

***

E con questa gustossima ricetta offertaci dalla Stim.ma Autrice nonché carissima amica signora Petronilla giunga a voi, Aff.mi clienti, anche il nostro augurio di una felice Santa Pasqua di Resurrezione!

etichette: agnello, arrosto, capretto, Pasqua, ricette

2 commenti

25

nov

Il lattemiele o panna montata della Petronilla

scritto dalla rigattiera nera  pubblicato in 1941, economia domestica, in cucina, Petronilla

Bella sorpresa durante l’inverno, e nell’occasione d’una festicciola tra figlioli, veder comparire, su di un piatto, una candida, spumosa montagna di lattemiele con il suo classico contorno: “coni di cialdoni”!
Bella sorpresa, specie per i ragazzi che di lattemiele (o panna montata) son tutti  tanto ghiotti; e sorpresa che sarà costata… quel tantone che costa la panna, quel pochino che costano i cialdoni e quel… quasi niente che costerà lo zucchero, giacché la panna, essendo resa assai dolce dagli zuccheri del latte, non vuol saperne di tanto zucchero di canna!
Avete anche voi progettato un’intima festicciola? E… vorreste?

Allora, se potete aver tanto latte appena munto, versatelo in un recipiente molto largo; e così, dopo 5-6-7 ore potete raccogliere, con un cucchiaio, tutta la panna, cioè la parte più grassa (quella che battuta si trasformerebbe in burro, e che lenta lenta si sarà portata alla superficie) .
Se non potete avere tanto latte e quindi panna, comperate questa dal lattaio e tenete presente che con mezzo litro potete far tanto lattemiele da addolcir la bocca a 10-12 ragazzi.
Avuta la panna, versatela in una insalatiera assai capace; allungatela, per ogni mezzo litro, con due cucchiai di latte (per non incorrere nel pericolo di vederla trasformata in burro); portate il recipiente in un ambiente freddo; e con l’apposito strumento in fili di ferro stagnato (o  con un mazzetto di fuscelli ben lavati e strettamente legato ad un estremo) sbattete la panna dal basso verso l’alto… sbattete… sbattete… sbattete… fino a che sarà a poco a poco addensata, rappresa, montata in lattemiele.
Allora… l’aggiunta di pochissimo zucchero (1-2- cucchiaini); l’ultima sbattuta; il riparo dalla polvere con un tovagliolo di bucato; e l’attesa (sempre al freddo) del passaggio sl piatto, appena sarà giunto il momento nel quale anch’essa dovrà partecipare alla grande festa!
E i cialdoni? I classici coni di cialdoni croccanti?
Quelli… bisognerà comperarli!

* * *

Mamme! Ora che il lungo inverno è alle porte e le giornate leste s’accorciano, riservate ai vostri amatissimi figlioli una dolce sorpresa che di certo strapperà loro un meraviglioso sorriso di gratitudine senza alleggerire troppo il borsellino domestico. Le famose ed economiche Ricette della Petronilla vi saranno come sempre amiche e alleate nell’impresa!
La pubblicazione di questa ghiotta ricettina è dedicata alle care signore Alessandra e Roberta che con il loro prezioso volumetto sono riuscite a riscaldare questo anziano cuore.

Si prema qui per visionare l’articolo in versione originale.

etichette: lattemiele, panna montata, ricetta

3 commenti

10

feb

Grande novità: il forno di campagna “RECOFIX”

scritto dalla rigattiera nera  pubblicato in 1935, in cucina, Petronilla, réclame

forno-campagna

Un forno detto “di campagna”…
… che non vi costringe a ricorrere sempre a quello del fornaio … che si può riscaldare su qualsiasi fornello a carbone a gas, a spirito, a legna… che si può trasportare liberamente e comodamente da un posto all’altro… che cuoce due vivande in una sol volta… che quindi sarà per Voi una grande comodità ed una più grande economia nella spesa del combustibile…
è il forno “RECOFIX” costruito in alluminio pesante lucido, in due grandezze, una per 3 e l’altra per 6 persone.

* * *

E da oggi il forno di campagna “RECOFIX”, il forno consigliato dalla nostra Illustre Autrice signora Petronilla, per speciale concessione della Casa Produttrice verrà ceduto anche gli Aff.mi signori clienti della nostra Bottega in Linea all’incredibile prezzo di lire 48 (modello “3 Cristiani”) oppure lire 67 (modello “6 Cristiani”)! Affrettatevi, pezzi limitati! Pagamento in francobolli.

etichette: forno, massaie, recofix

5 commenti

18

feb

Castagnole di Carnevale della Petronilla

scritto dalla rigattiera nera  pubblicato in 1941, in cucina, Petronilla

Siamo o non siamo in Carnevale? E una festicciola si vorrebbe farla?
Ma una festicciola così… alla buona; per tenere allegri i ragazzi; per portare un po’ di baldoria in casa; per fare, insomma, sentire che… “siamo in Carnevale”?
Ebbene; per la festicciola modestissima e che dovrà alleggerire ben poco il materno borsellino, potranno sempre bastare… 1-2 piattoni ricolmi di dolci carnevaleschi (ossia fatti in casa e posti ancora caldi perchè fritti allora allora nel grasso dell’olio o dello strutto bollente); 2-4 bottiglie (secondo il numero degli invitati) di un vino moscato, bianco, dolce e spumante; alcune caraffe d’acqua fresca (di quella del rubinetto e che perciò costa niente); ed una bottiglia d’uno dei vari sciroppi che vi ho già insegnato a preparare o con marene, o con foglie di marene, o con vino, o con caffè, o con limoni;… di uno dei vari sciroppi, insomma, che assai alla lesta si possono fare in casa con ingredienti tutti genuini e senza bisogno alcuno di ricorrere quindi alle essenze che puzzano di chimica – sempre! Ma quali dolci carnevaleschi?
Dato che tutte quante siete ormai maestre provette in tortelli con frutta di Carnevale, in bignè di Carnevale ed in nastri (o lattughe, o frappe, o galani, o crostoli, o chiacchiere, o cenci) di Carnevale…, eccomi oggi ad insegnarvi a preparare anche le castagnole di Carnevale; cioè i dolcetti che non mancano mai nelle intime festicciole carnevalesche di Venezia e delle vicine città.
Per farle… versate in una insalatiera capace 4 uova intiere; sbattetele con la forchetta assieme a due etti di zucchero; aggiungete prima una tazzina da caffè di rum, e mescolate; poscia 150 gr. di burro appena sciolto al fuoco, e ancora mescolate; indi a poco a poco e sempre mescolando 600 gr. di farina bianca, e infine 8 gr. di cremortartaro e 3 di bicarbonato.
Versate l’impasto sulla spianatoia o sul tavolo; lavoratelo ancora con le mani; riducetelo in un cilindro grosso quanto un pollice e lungo… quanto riuscirà lungo; tagliatelo a pezzettini grossi ciascuno quanto una nocciolina; arrotondate ogni pezzettino.
Mettete a fuoco, in una casseruola fonda, olio oppure (meglio ancora) strutto; quando il grasso sarà in pieno bollore, friggetevi 4-5 alla volta le… castagnole; toglietele di mano in mano le vedrete ben rigonfie e dorate; scolatele; passatele sul piatto caldo; inzuccheratele senza economia; e…
E il piattone profumato delle castagnole di Carnevale, eccolo pronto, per l’allegra serata dei figlioli adorati!

* * *

Alzi la mano chi di noi non ha mai provato un moto di commozione agli evviva, ai grazie mammina cara dei nostri amati figlioli! Ne volete ancora e sempre più? Le famose ed economiche Ricette della Petronilla sempre vi saranno amiche e alleate!

Si prema qui per visionare l’articolo in versione originale.

etichette: carnevale, castagnole

nessun commento

27

nov

Riso e rape della Petronilla

scritto dalla rigattiera nera  pubblicato in 1937, in cucina, Petronilla

Zia Caterina (grand’arca d’esperienza) sempre predicava che in ogni stagione bisogna ricorrere, per la mensa, alle sole verdure che stanno ancora vivendo tra la dura terra dell’orto. E poichè in ogni invernata non vivono in orto che rape e verze, così in casa di zia Caterina le minestre invernali erano un giorno di rizo con rape e il giorno appresso di riso con verze.
Alla prima cucchiaiata ecco però, e molto spesso, spuntare sotto i baffi di zio Tomaso (grand’arca di scienza) il suo ironico sorrisetto e la sua voce cavernosa brontolare: ex auro raphanum… betula argenti… plumbum rapa… e, dato che la sua dolce metà nulla sapeva di latinorum, poscia tradurre: “d’oro è il rafano o cren, d’argento è la bietola, di piombo è la rapa”. Ma eccolo anche (se sulla fronte dell’”amata moglie” vedeva spuntare il solo accenno d’un duro cipiglio) eccolo aggiungere con benevolente sorriso: rapa iuvat stomachum et provocat renes, e subito tradurre: “la rapa giova allo stomaco e fa lavorare i reni”. Ebbene; ci porti la rapa il suo piombo, o ci doni i suoi benefici, è certo che le minestre con rape di zia Caterina, erano sempre squisite e leste a venir digerite.

Ma assai squisito è anche il riso con rape che, per la famiglia mia, ammannisco spesso io; veramente squisito sebbene io non possa disporre che assai di rado di quel grasso e saporito vero brodo che ogni giorno invece bolliva… e bolliva… nella capace pentola appesa alla catena del caminone della zia.
come la preparo io la buona minestra, veramente buona anche se non conobbe brodo?
Così: compro due rapone, nè bado al loro colore chè – siano esse bianche o sfumate in lilla od in violetto – tutte le rape sono saporite ugualmente; le lavo; non le pelo; e le affetto fine fine.
Metto a friggere, nella pignatta (per noi sei) un cucchiaio colmo di burro e mezza cipolla affettata; quando la cipolla arrossa, aggiungo le rape; le mescolo e rimescolo con il cucchiaio di legno affinchè si ingrassino per bene; indi unisco un mestolino d’acqua; incoperchio; abbasso il fuoco; e mentre le rape lente lente cucinano, pulisco l’indispensabile riso e grattugio l’indispensabile parmigiano.
Dopo dieci minuti da che le rape bollono, verso l’acqua per il necessario brodo; quando l’acqua bolle, unisco il riso e un pizzicone di sale; quando anche il riso bolle, aggiungo un pugno di prezzemolo trito e l’uno dei “brodi novità” che ci ha dto “la modernità” (cioè quattro dadi o un cucchiaio d’estratto); quando il riso è quasi cotto “impepo” ed informaggio; quando è cotto, lo verso nella zuppiera ; e posso così recare in tavola una minestra che pare, in verità, uscita dalla pentola di zia Caterina e che quindi spingerebbe zio Tomaso (se fosse seduto al nostro desco) a mormorare, sotto i suoi baffi…

* * *

Le famose ed economiche Ricette della Petronilla vi accompagneranno verso il coronamento del vostro sogno: diventerete l’orgoglio di vostro marito e la mamma ideale per i vostri figliuoli! Non è forse questo che noi tutte desideriamo dal profondo del cuore?

etichette: rape, ricetta, riso

nessun commento

20

nov

Gnocchi di patate della Petronilla

scritto dalla rigattiera nera  pubblicato in 1937, in cucina, Petronilla

Gran festa, in casa, quando preparo la ghiotta gnoccolata!
Un po’ di lavorare; un po’ anche di faticare; un po’, soprattutto, di spendere quel giorno; ma, in compenso…
- Brava la nostra mamma! – esclamano i ragazzi, allorché il piatto fumante fa la sua comparsa in tavola.
- Brava la mia Petronilla! – esclama il marito, lascandomi un delle sue più tenere occhiatine.
E persino… ma sì, persino: – Brava la mia signora! – esclama in cucina la servetta davanti al suo piattone di gnocchi sopraffini.
È sì dolce, al cuore, ogni lode familiare, che forse alcuna di voi vorrebbe… ma gli gnocchi, però, non li sa preparare?
Ebbene, a quella eccomi a dire come gli gnocchi li faccia io; cioé in un modo che non sarà quello di ognuna; che non sarà, forse, nemmeno il perfetto; ma che è il modo personale mio, cioé di quella casalinga e modesta cuoca ch’è… Petronilla.
Io abbondo nelle dosi perché gli gnocchi, saziando tanto, si prestano agli abbondanti avanzi; e il giorno appresso gli gnocchi già cotti e conditi, e riscaldati in un tegame con un tantino di burro e un goccio di acqua, valgono…
Fate la prova; e così potrete constatare quanto i miei gnocchi valgano anche riscaldati!

Dunque… compero 2 kg. di patate grosse, farinose e gialle; e se non le trovo degne dei tre aggettivi, rinuncio per quel giorno al piatto.
Le metto in una pentola; le copro d’acqua; le lesso; le scolo; tolgo loro la pelle metre sono ancora calde; e subito le schiaccio o con il mattarello, sul tavolo, o con lo schiacciapatate.
Raccolgo lo schiacciato sulla spianatoia (e sarà ancora caldo); unisco 3 etti di farina bianca; lungamento mescolo e manipolo (ecco il lavorare); impasto per bene, premendo fortemente (ecco il faticare); e – aggiungendo, solo se necessitasse, un po’ di farina, mai acqua – ottengo così un impasto sodo e scevro di grumetti duri.
Lo divido, con il coltello, in 4-5 pezzi; con le palme e sul ripiano infarinato del tavolo, tiro ogni pezzo in cilindro grosso quanto il mio pollice; taglio ciascun cilindro in pezzetti uguali (3 cm.) ed ogni pezzetto (ecco ancora il lavorare) lo premo con il polpastrello del pollice, sul rovescio della grattugia del formaggio e ottengo, così, gnocchi bernoccoluti, su sé stessi arrotolati, gnocchi insomma classici e che allineo su piatti.
Mentre, poco prima del pranzo, l’acqua si scalderà in una grossa pignatta, metto a fuoco in un tegame 1/4 di cipolla affettata e 3 cucchiai colmi di burro; quando la cipolla è soffritta, aggiungo 3 foglie di salvia e il sugo di 1 kg. di pomidoro freschi e lessati (se d’estate) o 1 cucchiaio colmo di salsa sciolta in acqua (se d’inverno); e lascio cucinare.
Quando l’acqua bolle, la salo; vi butto gli gnocchi; di mano in mano che, roteando, salgono a galla, li tolgo con il mestolo forato; li stendo sul piatto di portata; li condisco con quel sugo e con abbondante parmigiano grattugiato (ecco lo spendere); e, infine…

Non v’ho detto?
- Brava la nostra mamma!
- Brava la mia Petronilla! – E persino…
- Brava la signora mia!

* * *

Massaie econome e provette: è il sogno di noi tutte. Anche voi… vorreste? Ma… non sapete come? È presto detto con le famose Ricette della Petronilla. E ben presto anche di voi diranno “È una massaia che vale… un Perù”!

Si prema qui per visionare l’articolo in versione originale.

etichette: gnocchi, ricetta

nessun commento

cerca

catalogo

  • abbecedario
  • appelli
  • articoli per adulti
  • articoli utilissimi
  • bellissima
  • conosci te stesso
  • economia domestica
  • fatti tragici
  • i grandi classici
  • igiene personale
  • in cucina
  • medicamenti
  • memorabilia
  • miracoli
  • miscellanea
  • notiziario
  • ore liete
  • pagine rosee
  • piccoli eroi
  • pillole di saggezza
  • réclame
  • rigattiera per grandi e piccini
  • rigattiera poliglotta
  • saper scrivere
  • saper vivere
  • segretissimo
  • sussidiario
  • uomini veri
  • vestirsi bene

annate

  • 1878
  • 1887
  • 1912
  • 1918
  • 1922
  • 1925
  • 1927
  • 1929
  • 1935
  • 1937
  • 1939
  • 1941
  • 1943
  • 1949
  • 1950
  • 1951
  • 1952
  • 1956
  • 1960
  • 1961
  • 1962
  • 1965
  • 1967
  • 1969
  • 1970
  • 1971
  • 1972
  • 1974
  • 1980
  • 1982
  • 1985
  • 1988
  • anno ignoto

aff.mi autori

  • AA.VV.
  • Alfredo e Clelia Plata
  • Alice Chavane
  • Donna Letizia
  • Dottor Amal
  • Elisabetta Randi
  • Francesco Piscopo
  • Jack Matcha
  • lilia giglioli
  • Luciano Fiorentini
  • Mantea
  • Marchesa Colombi
  • Maria Stelvio
  • Marie-Josèphe Beccaria
  • Mario Candiago
  • Mariù Salvatori De Zuliani
  • Michele Mastropaolo
  • Nonna Papera
  • Pasquale Fornari
  • Petronilla
  • Pomaret-Cingria
  • Silvan
  • Sister Tamy
  • Spifferino

autorevoli testate giornalistiche

  • Corriere dei Piccoli
  • Grazia
  • La casalinga brava massaia
  • La domenica del Corriere
  • la Vispa Teresa

archivio

  • aprile 2012
  • dicembre 2011
  • ottobre 2011
  • luglio 2011
  • giugno 2011
  • aprile 2011
  • marzo 2011
  • febbraio 2011
  • gennaio 2011
  • dicembre 2010
  • novembre 2010
  • settembre 2010
  • luglio 2010
  • maggio 2010
  • aprile 2010
  • marzo 2010
  • febbraio 2010
  • gennaio 2010
  • dicembre 2009
  • novembre 2009
  • ottobre 2009
  • settembre 2009
  • agosto 2009
  • luglio 2009
  • giugno 2009
  • maggio 2009
  • aprile 2009
  • marzo 2009
  • febbraio 2009
  • gennaio 2009
  • dicembre 2008
  • novembre 2008
  • ottobre 2008

etichette

007 abitini agnello albergo amore aperol arrosto atleti baffi bambola barba barbie battaglione bebé bellezza Belvedere bimbi bue calze cannone canzoni capretto carnevale casa castagnole chiacchiere Cirio Clark Gable claudio villa commesse conigli conigli Padre Antonio consigli corna corsari corsi cronache figurate cucina cucina d'antan cucina triestina cuscino dentifricio detective diario digiuno dimagrire disco disco fischiante dolce vita dottore edizioni paoline educazione eleganza euroservice fanciullezza fasciatura fatina festini forno galateo gallina gemelle genitori gesù Giannina Giannotto giappone giardino zoologico giuochi di prestigio giuoco gnocchi grasso di balena guerra igiene illustrazione italiana impotenza inchiostro infanzia inglese karate ketchup La casalinga brava massaia la Lena lattemiele lesso letterine levitazione lili Lotto maggiorana magia mala educazione marito maschere massaie medicamenti metrò midollo di bue Mimì misericordia molosso morti mucca muscoli natalino otto nilla pizzi noio volevam savuà nonna oca occhiali Oggi Padre Antonio paninaro panna montata pappagallo Pasqua peluria pensione piccioni piccola artemisia playboy poesia polverina pomidoro portamento prima comunione professor Adelmo Moroni profumeria punti neri pussa via raccontini raggi x rape recofix repellente ricetta ricette riso roma rughe salsa rubra Same "K" Santo Natale scarpe scena illustrata scimiotto scimmie di mare scuola segretario galante segreto servitù sexy sguardo porcino sirene sorriso SOS sovrappeso spia sputare storielle edificanti storielle tristissime stricnina Susy Teresita test TourDeFork tragedie treno trio lescano tubercolosi ulisse uomini alti vaccherella Valeria vecchi Venezia verderame vestiario Vevè villeggiatura vocabolarietto zia zucchero

strumenti utilissimi

  • Collegati
  • Voce RSS
  • RSS dei commenti
  • WordPress.org
Adventures
questa è la Bottega in Linea de la rigattiera nera - si ringraziano WordPress per il magazzino e artemisia per la mobilia