Una fanciulla viaggiava per vapore colla sua mamma. A una stazione lo sportèllo si apre per lasciar discendere chi doveva. La fanciulla stava seduta pròprio nell’àngolo, prèsso là dove è ingangherata l’impòsta dello sportèllo. Ella badava a guardar fuòri, e la madre pure. A un tratto l’impòsta si chiude e col tonfo d’essa òdonsi, quasi a un punto, duo strida acutìssime, e si vede nello stesso tèmpo la ragazza tombolare in tèrra. Sùbito lo sportèllo fu riapèrto… Oh Dio! che orribile vista! Tre dita della fanciulla èrano là schiacciate fra il battènte dell’impòsta! Il sàngue èra schizzato fino in viso alla mamma che sedeva di faccia alla pòvera fanciulla…
A un’altra madre capitò pèggio. Era una di quelle madri che si guardano dal corrèggere come va i figliuòli per non dar loro disgusto; e perciò questi créscon disubbidiènti, caparbi e insolènti.
Ahj! imparò a caro prèzzo e tròppo tardi la poverina che chi rispàrmia i castighi, òdia il suo figliuòlo, come dice la Scrittura. Ella èra in viaggio con un suo figliuòlo sui dièci anni e avèvagli detto più d’una vòlta di non affacciarsi allo sportèllo, ma fiaccamente, sì che le fùron paròle. Il fanciullo èra sèmpre là, quando spalancarsi all’improvviso I’imposta (che per dimenticanza non èra stata chiusa col saliscendi), precipitarsi fuòri il fanciullo e scomparire fu un punto. La madre manda un grido, s’alza per corrergli diètro; ma è trattenuta in buòn punto per le vèsti. Discende alla più vicina stazione, e pòco pòi le è portato innanzi – un cadaverino sformato!
La non si asciugò più le lagrime la infelice; si pentì mille vòlte di èssere stata tròppo indulgènte; ma tròppo tardi, tròppo tardi!
* * *
Mamme, bimbe, vi sìan di perpetuo mònito i Raccontini de La buòna Giannina - educata ed istruita, l’ottimo Libro di lettura e di lingua coll’accentatura toscàna per le scuòle femminili dello st.mo Prof. Pasquale Fornari.
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etichette: Giannina, morti, raccontini, storielle edificanti, treno
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Rigattiera crudelissima, codesta volta Ella si è superata: il brano proposto turberà i sonni mio e del mio pargoletto, che incautamente associai nella lettura.
Premessa:
Egregia Riagattiera, due suoi preziosissimi interventi in un si’ breve lasso temporale: Ella finira’ col viziarmi.
Svolgimento:
Qual crudezza d’immagini in codesto racconto. Subito dovetti ricorrere a un cordiale per risollevarmi i nervi.
Signor Mfisk,
ebbene: le assicuriamo che la sua prole crescerà forte e salda.
Signor Mario,
le consigliamo del Kàpriol caldo. Nulla di meglio per ritemprar lo spirito.
Ahi me, ho terribili ricordi legati all’assunzione di Kapriol. E non era neppure caldo. Adesso mi sono buttato su un oscuro amaro del porto di non so che, anch’esso da sorseggiare caldo.
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