Ottima signora,
E la notizia che trepidante Ella aspetta viene, ma triste, straziante, luttuosa!
Erano le 10 di questa mattina, quando la nonna, munita dei conforti della Religione, tranquilla, sorridente, s’addormentava nel bacio del Signore. Ed ora, eccola là, sotto quel lenzuolo funebre, immobile e fredda. I suoi occhi affossati e socchiusi non ci guarderanno più; da quelle labbra livide e semichiuse non uscirà più la cara voce che rallegra le nostre anime. Non più udremo i più preziosi consigli, che poche ore prima di abbandonarci ci lasciava in legato non più gli incitamenti alla virtù alla pura carita verso il prossimo, all’amore verso Dio…
Non udremo più nulla! Quella mano che ci ha benedetti è intirizzita, è di gelo; gli occhi amorosi sono affossati e senza sguardo, e la voce, la sua dolce voce, s’è spenta, spenta per sempre!
La Nonna è morta!
L’anima mia è atterrita da questa indiscutibile verità: “Quaggiù non la vedrò mai più, mai più!”.
Signora, le chieggo perdono per questo sfogo del mio profondo dolore.
sua devotissima
GIULIA ZENAIDE
* * *
Imparerete a comporre missive per ogni occasione e circostanza, financo la più luttuosa, con le Cento Letterine morali ed educative del Chiar.mo Prof. Francesco Piscopo!
nessun commento
i feed rss per i commenti a questo articolo e l'incredibile trackback url
Gentile Rigattiera,
farò tesoro di questa Sua per future occasioni, che certo non mancheranno per quanto la mia età, ohimé, mi abbia ormai privato di tutti i nonni e dei loro preziosi consigli.
Si apprezza, in questa letterina edificante, il tono semplice, spontaneo, sincero che prendono i pensieri della piccola Giuilia via via che si stendono sul foglio: come non vi fosse la ricerca di leziosità e articolati costrutti che suonerebbero come una campana féssa di fronte all’immanenza della tragedia.
Nevvero, signor Mfisk?
E quanto dolore, quanta dignità ma al tempo stesso quale ammirevole, candida rassegnazione in codeste semplici parole.
Requiescat in pace l’adorata Nonna.
i vostri commenti