Una giovane signora, che mi aveva invitata con altre amiche per il tè, mi descriveva, indignata, le pessime maniere dei bambini di una sua cognata: maleducati, prepotenti e, soprattutto, impossibili a tavola.
Mentre lei si sfogava, suo figlio - quattro anni - tuffava le dita nella crema di una meringa e se ne impiastricciava il viso. Ogni tanto la madre si interrompega per rivolgergli un distratto rimprovero di cui, beninteso, egli non teneva conto. E io ne deducevo quello che leggendomi ne deducete anche voi, cioè che i bambini maleducati sono sempre, ahimè, “quelli degli altri”.
* * *
Mamme! Che nessuno abbia mai a dolersi dei figliuoli vostri! Tenetelo bene a mente e seguite alla lettera i preziosi consigli della nostra lodatissima autrice Donna Letizia che con il suo novissimo manualetto “Il Saper Vivere” sarà al vostro fianco in ogni situazione, come l’amica saggia e fidata che tutte vorremmo.
etichette: infanzia, mala educazione, repellente
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…questo sito è semplicemente fantastico! Per un’amante delle cose d’antan come me, un gioiello. Complimenti.
missL.
Grazie per le Sue gentili parole, signora missLibrarian! Torni tosto a trovarci, ne saremo lieti.
Gentile rigattièra,
ho molto apprezzato il Suo articolo.. ho solo una cosa da aggiungere, nonchè da chiederLe.
Cosa dire di quei bambini che “lo devonono fare vedere” a tutti i costi?
Non meritano forse due righe, un capoverso, una citazione?
La ringrazio anticipatamente e m’inchino alla Sua graziosa saggezza.
P.
(e Mello)
Veh, signor Pickumaterinu, quelli son la peggio specie. Ho un conoscente il cui figliuolo si dilettava assai a crear scompiglio con un contegno ben poco consono alla posizione sociale e al decoro del padre: questi, lungi dal condannare e reprimere il frutto del seno suo, se ne vantava con gl’amici!
Mala tempora…
Gentilissima Rigattièra,
non posso che concordare con il Suo eccellente e misurato giudizio.
Proprio per questo motivo mi ero permesso di chiederLe un parere.
Provvederò a girare il suo buon consiglio allo sventurato.
Mi si permetta, però, di dubitare fortemente circa il “decoro” e la “posizione sociale” del padre, posto che temo di conoscerne l’dentità.
E Le confermo: trattasi proprio di Suo *conoscente*.
Tale ultima preposizione mi consente di far mia la sua chiosa.
Mala tempora, già.
Un grazioso inchino,
Pickumaterinu
Aka P (e) Mello, aka Visconte di Valmont.
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