La Gilda èra un’amica della Giannina, ma aveva qualche annetto in più. Era bravina assai a vestire le bàmbole. Le vestiva pròprio di mòda, come fosse una sarta finita. Perciò la Giannina e altre ragazze si facevano ajutare da lèi ad agghindare le bambole loro. La Gilda volentièri vi si prestava: èra tanto gentile; e non è a dire se la aveva lavoro.
Peccato che la si avesse un cattivo vezzo: spilli e aghi se li metteva sempre fra le labbra. Or sentite orribile còsa che le avvenne.
Un dì la stava lavorando attènta attènta. Come al sòlito, teneva in bocca due aghi e uno spillo. Uno zio di lèi aveva un bèl cagnone che soleva sèmpre giocare con la ragazza. In quel dì e in quell’ora il cane entra improvviso in casa, e difilato va là dov’è la Gilda. Questa non se n’accorge; e il cane le salta al còllo. Ella si spavènta, manda un grido…
Ahj! i due aghi le scìvolano giù per la gola!
Accorre la madre, accorre il padre, accorre il mèdico. Si tènta questo, si tènta quello: è tutto invano. Alcuni giorni dopo, tra i più atroci spasimi la pòvera Gilda dovètte pròprio morire.
La Giannina ne accompagnò il fèretro al cimitèro, piangèndo; ma si ricordò sèmpre il tristo esémpio.
* * *
Mamme, bimbe, vi sìan di perpetuo monito i Raccontini de La buòna Giannina - educata ed istruita, l’ottimo Libro di lettura e di lingua coll’accentatura toscàna per le scuòle femminili dello st.mo Prof. Pasquale Fornari.
etichette: Giannina, morti, raccontini, storielle edificanti
nessun commento
i feed rss per i commenti a questo articolo e l'incredibile trackback url
i vostri commenti