Mia buona Zia,
Il bene grande che Ella mi vuole mi fa ardito a chiederle una grazia, e colle lacrime agli occhi la scongiuro a non volermela negare, perchè non avrei più pace.
L’altro ieri, dopo i soliti lavori in iscritto, mi presentai all’esame orale per essere promosso alla 4° elementare, e fui rimandato. La colpa, glie lo confesso ingenuamente, è tutta mia, perchè ho studiato poco lungo l’anno.
Ora come lo farò sapere a casa? Povero babbo! Dopo tante spese per mantenermi in collegio, sentirsi questa dolorosa novella! Aggiunga che più d’una volta mi minacciò di levarmi di collegio e di mettermi ad un mestiere basso e faticoso se non fossi promosso. Da due giorni non fo che piangere.
In tanta disgrazia non so chi meglio di Lei possa aiutarmi. Il babbo, che l’ama molto, come sua sorella, non le negherà di perdonarmi se Ella vorrà pregarlo. Io le prometto davvero che d’ora innanzi mi porrò di proposito a studiare. Mi farà Ella questa grazia, cara Zia? Conosco il suo buon cuore e l’affetto ch’Ella nutre per me; quindi me ne sto sicuro e la ringrazio sin d’ora, per ricambiarla poi come meglio posso. Io le vorrò sempre bene, studierò, e pregherò sempre il Signore per Lei.
Addio, mia buona Zia, abbia compassione di me, che sono e sarò sempre il Suo
Aff.mo EDOARDO
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