Signorina.
Colui che può offrire oltre all’amore, una giovinezza, deve avere certo un coraggio maggiore.
Io mi sento così umile, così poca cosa davanti a voi, e nello stesso tempo sono così preso da questa dolcezza che il mio cuore non cercava più che non mi più possibile tacere.
Creatura soavissima, è col ginocchio piegato che vi parlo, è in grande umiltà che piego questo ginocchio e che vi offro l’olocausto di un affetto che in sé racchiude una somma infinita di tenerezza. Io ero ormai chuso in me, nella solitudine della esistenza e del cuore, e non speravo che potesse giungermi un raggio, un profumo, un sorriso. Invece un giorno, magnifico come l’amore che portava col sole, voi mi siete apparsa adorna di una infinita dolcezza, e nei vostri occhi ho letto una di quelle profonde bontà che sono la più squisita bellezza dell’anima; mi sono sentito giovane, ho sentito che la dedizione della vita ad una creatura come voi deve essere di per se stessa, una felicità, infine l’amore è risorto in me con tutte le sue ansie, con tutte le sue promesse.
Non posso offrirvi la giovinezza baldanzosa di venti anni, ma vi offro un amore fatto di attenta protezione, di adorazione. Mi sarà gioia unica la vostra felicità assoluta. Se sapeste quante volte io vi ho seguita a testa bassa, cogliendo a volo ogni vostro movimento, cercando d’indovinare dal vostro andamento, dai vostri movimenti i vostri pensieri? Quante volte mi son detto supponendovi triste, che io saprei bene darvi la felicità, quella felicità quieta che rende la vita meno penosa!
Lasciatemi sperare di essere ascoltato, lasciatemi sperare di potere avere il modo di consacrarvi questo mio ultimo raggio di giovinezza, e tutta la vita che mi rimane.
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Anni d’argento, anni d’oro: chè l’amore non ha età, come l’amicizia.
Che la vita vi conservi giovanili, arzilli e colmi di traboccante passione come l’autore di questa commovente missiva tratta dal delizioso volumetto Amor mio! (Modelli, spunti, frasi, imagini della corrispondenza amorosa), del rinomato Istituto Hermes Editore di Milano.
Un augurio di Buon Anno a tutti voi, Aff.mi Clienti e Amici!
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Di ritorno da scuola, Benedetta ha rinunciato al classico pane e cioccolata per una merenda più adatta alla stagione: latte caldo e frutta secca le danno la carica per svolgere i compiti della sera.
E’ questo un finale a sensazione che conclude degnamente lo show.
Una fanciulla viaggiava per vapore colla sua mamma. A una stazione lo sportèllo si apre per lasciar discendere chi doveva. La fanciulla stava seduta pròprio nell’àngolo, prèsso là dove è ingangherata l’impòsta dello sportèllo. Ella badava a guardar fuòri, e la madre pure. A un tratto l’impòsta si chiude e col tonfo d’essa òdonsi, quasi a un punto, duo strida acutìssime, e si vede nello stesso tèmpo la ragazza tombolare in tèrra. Sùbito lo sportèllo fu riapèrto… Oh Dio! che orribile vista! Tre dita della fanciulla èrano là schiacciate fra il battènte dell’impòsta! Il sàngue èra schizzato fino in viso alla mamma che sedeva di faccia alla pòvera fanciulla…